Google+ Ivan Catalano - Un Cittadino che fa il proprio dovere alla Camera dei Deputati: Fondi di Garanzia e Microcredito per le PMI

Deputato Ivan Catalano

venerdì 27 dicembre 2013

Fondi di Garanzia e Microcredito per le PMI

Buongiorno a tutti,

i fondi di garanzia a sostegno delle PMI, nascono con la Legge 662/96. Nascono con l'intento da fare da garanzia per poter permettere alle aziende di accedere più facilmente al credito. Vengono gestiti da Microcredito Centrale Spa, oggi posseduta da Poste Italiane Spa, per conto del Ministero dello Sviluppo Economico. I mandanti di cui si serve MCC Spa, sono MPS capital Service, Artigiancassa Gruppo BNP Paribas, Mediocredito Italiano (Intesa san paolo) e dall'Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane S.p.A..

Abbiamo introdotto, con la modifica del Decreto del Fare, all'articolo 1 comma 5-ter, che al fondo di garanzia possano affluire, previa assegnazione all'entrata del bilancio dello Stato, contributi su base volontaria per essere destinati alla microimprenditorialità ai sensi e secondo le modalità di cui all'articolo 39, comma 7-bis, deldecreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, ovvero riservata ad interventi di garanzia in favore del microcredito di cui all'articolo 111 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385.

Questi interventi definiti dal Decreto legislativo 385/93 all'articolo 111 consistono in prestiti per l'avvio o l'esercizio di attività di lavoro autonomo o di microimpresa, a condizione che i finanziamenti concessi abbiano le seguenti caratteristiche: 
  • siano di ammontare non superiore a euro 25.000,00 e non siano assistiti da garanzie reali; 
  • siano finalizzati all'avvio o allo sviluppo di iniziative imprenditoriali o all'inserimento nel mercato del lavoro; 
  • siano accompagnati dalla prestazione di servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio dei soggetti finanziati.
Prendiamo un po di statistiche. Nel 2011, dal report statistico dell'ISTAT, le Microimprese risultano essere ben 4.146.060, con una media di addetti di 1,9 con un fatturato totale di circa 785.350 Milioni di Euro, circa 190.000 € per azienda.
Il Gruppo Parlamentare del Movimento 5 stelle ha versato presso la tesoreria dello stato, circa 2.500.000 euro che potranno dare a circa 100 Microimprese, la possibilità di accedere al microcredito, secondo i criteri stabiliti dalla legge.

Teniamo presente inoltre che è sempre la Banca mandante che ha facoltà di decidere se concedere o meno il finanziamento anche a fronte di una garanzia statale. Esistono casi dove pur avendo questa garanzia alle spalle i finanziamenti non vengono erogati, facendo perdere numeroso tempo e risorse. 

In Italia, a seguito delle risoluzioni ONU e delle Leggi poi entrate in vigore, esiste un ente che si chiama ENTE NAZIONALE PER IL MICROCREDITO, che ha come mission la seguente attività:

L'operatività dell'Ente è orientata al sostegno di iniziative volte a favorire la lotta alla povertà e l'accesso a forme di finanziamento in favore di categorie sociali che ne sarebbero altrimenti escluse sia sul territorio nazionale (microfinanza domestica), che nei Paesi esteri (microfinanza per la cooperazione internazionale). Sul piano domestico, l'Ente intende definire strategie ed azioni coerenti con gli obiettivi del sistema Paese ed in sintonia con gli strumenti e gli interventi anticrisi predisposti recentemente a livello governativo. [...] L'Ente Nazionale per il Microcredito, tramite i propri membri e i partners dei singoli progetti, promuoverà anche per mezzo di fondi messi a disposizione da singoli operatori pubblici, nazionali e comunitari, e privati, iniziative a favore di persone fisiche in stato di povertà o vittime dell'esclusione finanziaria e di persone giuridiche, in particolare cooperative e microimprese, con difficoltà di accesso al credito, al fine di finanziare nuovi progetti di sviluppo imprenditoriale eticamente e tecnicamente condivisi. [...]
Occorre inoltre prestare molta attenzione all'evasione cui la Microimprenditoria è soggetta. Basta dare uno sguardo ai dati emanati dalla Agenzia delle Entrate, sempre relativi al 2011, dal quale si comprende come la metà dell’evasione fiscale in Italia è colpa delle PMI, che hanno evaso 13,5 miliardi di euro, su un totale di 30,4 miliardi di evasione da imposte accertata dal Fisco.

Occorre un monitoraggio serio su queste risorse, sia verso le aziende che riceveranno il credito sia verso le banche che dovranno elargirlo.

Ivan Catalano