Google+ Ivan Catalano - Un Cittadino che fa il proprio dovere alla Camera dei Deputati: Legge quadro sugli interporti: Conclusi i Lavori in commissione

Deputato Ivan Catalano

giovedì 7 novembre 2013

Legge quadro sugli interporti: Conclusi i Lavori in commissione

Buonasera a tutti,

abbiamo concluso il primo step dei lavori di commissione sulla Proposta di Legge Quadro in materia di Interporti, A.C. 730 On. Velo, analizzando e votando tutti gli emendamenti presentati.
Ecco quello che siamo riusciti ad ottenere in commissione:

Articolo 1: 

Emendamenti 1.2, 1.4, 1.7, ottenendo:

una estensione delle finalità della legge:

  1. affinché vengano superati i limiti del trasporto ferroviario tradizionale e intermodale terrestre e marittimo, promuovendo le effettive potenzialità competitive sui traffici di media e lunga distanza e la disponibilità di una rete dorsale che sia in grado di interconnettersi con le reti di trasporto locale e transnazionale e della logistica. 
  2. affinché fornisca gli strumenti necessari per l'utilizzo di un unico standard di comunicazione delle informazioni, riguardanti il trasporto delle merci e le merci stesse, nonché ogni altra informazione rilevante.
e l'adeguamento della definizione di interporto a quella europea, seppur con una riformulazione da parte del relatore: 
per «interporto», un complesso organico di strutture e servizi integrati, di rilevanza nazionale, gestiti in forma imprenditoriale e finalizzati allo scambio di merci tra le diverse modalità di trasporto, comunque comprendente uno scalo ferroviario idoneo a formare o ricevere treni completi e in collegamento con porti, aeroporti e viabilità di grande comunicazione
Articolo 2:

Siamo riusciti con l'approvazione dell'emendamento 2.4, a riformulare il testo nella parte dove indicava i tempi delle ricognizioni, dando come tempo massimo un anno dall'approvazione della legge.

Articolo 3:

Siamo riusciti a fare approvare 3 emendamenti: 3.13, 3.15, 3.200 (su proposta del relatore), i quali hanno modificato il testo riducendo gli anni da 5 a 3, per fare rispettare agli interporti già operativi e quelli in corso di realizzazione, i requisiti dettati dalla legge all'Articolo 3 nei commi 1 e 2. Inoltre dal punto di vista della trasparenza amministrativa siamo riusciti ad introdurre questo principio come criterio per la definizione di nuovi interporti, trovando anche una intesa comune per il discorso degli "Open Data", con il seguente testo:



Al comma 2, lettera h), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, attraverso l'utilizzo di dati di tipo aperto, come definiti ai sensi dell'articolo 68, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82». 
Conseguentemente, aggiungere in fine il seguente comma: 
«4-bis. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della pubblica amministrazione della semplificazione, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati i soggetti incaricati di definire uno standard per i dati di tipo aperto di cui al comma 2, lettera h), finalizzato alla gestione, archiviazione e trasmissione in via telematica delle informazioni riguardanti le merci, i mezzi di trasporto e ogni altro elemento necessario alla gestione efficiente delle attività logistiche degli interporti.».

Articolo 9:

Ultima introduzione, come richiesto da tutti gli operatori del settore, ma anche per dovere di chiarezza legislativa, è stato l'emendamento 9.01 che indicava le norme abrogate con l'entrata in vigore della legge. Sembra una banalità ma è un concetto del tutto assente nel modo di procedere di alcuni amministratori. 

Durante la discussione in commissione abbiamo perso su alcuni fronti, come ad esempio il comitato degli itnerporti, la deroga urbanistica e la natura giuridica degli interporti. Forti perplessità in merito a queste questioni sono arrivate dall'ANCI, e dalla AVCP. Con questa legge gli interporti vengono definiti come attività imprenditoriali, ma ricevendo soldi pubblici anche cospiqui, devono sottostare ad un controllo pubblico. Il problema nasce dal fatto che c'è un dubbio interpretativo. L'AVCP suggeriva di inserire nella legge un qualcosa che denotasse e chiarisse il punto nello specifico, indicando che comunque sia gli interporti devono essere trattati o come enti aggiudicatari, o comunque nel caso si voglia considerarli entri privati, che l'assegnazione della gestione venga affidata tramite gara d'appalto.

Per questo motivo avevamo proposto l'emendamento 5.1, che sostituiva l'articolo 5 con il seguente:

Sostituirlo con il seguente:

  1. I soggetti che gestiscono gli interporti sono individuati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sulla base di procedure competitive ad evidenza pubblica ai sensi del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
  2. In presenza di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in deroga a quanto previsto dal comma 1 e nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria, può affidare direttamente la gestione di un interporto a società interamente controllate da soggetti pubblici e sulle quali i soggetti pubblici proprietari esercitino un controllo analogo a quello esercitato sulle proprie articolazioni organizzative, previa acquisizione di un parere da parte dell'Autorità dei trasporti e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, da rendere entro sessanta giorni dalla trasmissione.
  3. Le società affidatarie della gestione di un interporto ai sensi del comma 2 sono tenute all'osservanza di procedure ad evidenza pubblica per l'assunzione del personale e per l'affidamento di lavori e servizi.

Curiosa invece è stata la discussione in merito al nostro emendamento 3.4, dove chiedevamo semplicemente che nella realizzazione di nuovi interporti, nonché gli interporti esistenti, si predisponesse una adeguata rete di cavidotti per reti di comunicazione di cui all'articolo 40 della legge n. 166 del 2002. In sede di votazione abbiamo perso a causa dell'astensione di SEL, che dichiaratasi ignorante ha preferito astenersi. 

Ora il testo come approvato dalla commissione sarà in consultiva presso le altre commissioni. Eventuali emendamenti saranno discussi il 13 e il 14 novembre, dopodiché il provvedimento il 18 passerà in aula.
Presenteremo Ordini del giorno ed emendamenti in aula per continuare a chiedere modifiche ed impegnare il governo.

Ivan Catalano