Google+ Ivan Catalano - Un Cittadino che fa il proprio dovere alla Camera dei Deputati: Audizione Ministro Lupi del 24/10/13: Alitalia

Deputato Ivan Catalano

domenica 27 ottobre 2013

Audizione Ministro Lupi del 24/10/13: Alitalia

Buonasera a tutti,

pubblico la versione integrale dell'audizione del Ministro Lupi (clicca qui), il 24/10/2013, sulla vicenda Alitalia.

Il mio intervento lo trovate dal 34esimo minuto in poi per 4 minuti. Questo è il testo di quello che mi ero preparato di dire, invece poi ho improvvisato in seguito alle parole di Lupi.



Considerando che l’attenzione del ministero dei trasporto e delle infrastrutture in merito ad Alitalia è limitata al tema della continuità territoriale e alla presentazione del piano nazionale degli aeroporti e in merito a poste è limitata all’erogazione del servizio universale, pertanto sarebbe stata opportuna la presenza del ministro dell’economia e delle finanze, essendo poste italiane spa partecipata interamente dal MEF. Detto questo, la società Alitalia spa ha recentemente deliberato di procedere ad un aumento di capitale per un valore di 300 milioni di euro, dei quali una quota pari a 65 milioni dovrebbe essere sottoscritta dalla società poste italiane spa. Il governo con un comunicato, il 10/10/2013, ha espresso soddisfazione per la volontà di poste di partecipare, come importante partner industriale, all’aumento di capitale di Alitalia. In particolare nel comunicato si osserva che le sinergie industriali tra Alitalia e poste, anche attraverso la compagnia aerea controllata mistral air, includono i settori del trasporto passeggeri e cargo, della fidelizzazione clienti, nonché la condivisione delle infrastrutture logistiche, informatiche, e di controllo. Ma riguardo a mistral air, già coinvolta in un’esperienza fallimentare, ci sarebbe da dire che lo stesso Sarmi, amministratore delegato di poste italiane spa, durante la presentazione del bilancio dello scorso anno, ha manifestato l’intenzione di voler uscire definitivamente dal business del trasporto aereo e di volersi disfare della Misral air, che rappresenta un buco in continua espansione nei conti di poste con perdite in netto aumento. Il movimento 5 stelle vuole sollevare delle obiezioni sul fatto che il governo appoggi decisioni che non sono in linea con i dettami dell’unione europea, in quanto nell’eventualità che poste partecipasse al capitale di Alitalia si delineerebbero i presupposti per la violazione della normativa europea sugli aiuti di stato, essendo poste, come servizio pubblico, partecipata al 100% dallo stato. Il portavoce del commissario europeo per la concorrenza Joaquine Almunia ha dichiarato di aver inoltrato al governo italiano una richiesta di informazioni dettagliate sulla partecipazione di poste italiane spa all’aumento di capitale in quanto “il semplice fatto che una misura a favore di un’impresa venga da un’impresa pubblica e non da uno Stato non basta ad escludere che si tratti di aiuto di Stato”. Inoltre poste dovrebbe prima concentrarsi a risolvere i propri problemi interni di ricorsisti ed esodati. In ogni caso il suddetto aumento di capitale non sembra poter essere una soluzione per il salvataggio ed il rilancio della compagnia aerea alitalia, la quale ha accumulato perdite per più di 840 milioni di euro e debiti per circa 1 miliardo e 300 milioni di euro e la quale ad oggi non ha ancora presentato alcun piano industriale, non dando dunque prova di una volontà di riorganizzazione seria della compagnia e di una ristrutturazione finanziaria. La presentazione di un piano industriale è sollecitata anche da air France KLM, dalla Banca Intesa San Paolo e da Unicredit, già azionisti di Alitalia, ed è condizione necessaria per un’eventuale ulteriore investimento da parte delle stesse. Il movimento ha depositato una risoluzione con la quale impegna il governo a bloccare qualsiasi tentativo di immissione di capitale pubblico nella società Alitalia-compagnia aerea italiana spa da parte di poste italiane, non ritenendo che la compagnia vada salvata. Ciò che va tutelata è la forza lavoro e il governo dovrebbe giocare un ruolo solo in questo. Infatti i lavoratori tramite contratti di solidarietà potrebbero passare sotto altre compagnie disposte ad operare in Italia con gli slot che lascerebbe liberi Alitalia.
Ivan Catalano