Google+ Ivan Catalano - Un Cittadino che fa il proprio dovere alla Camera dei Deputati: Relazione congresso ASSOTIR DEL 08/06/2013

Deputato Ivan Catalano

mercoledì 12 giugno 2013

Relazione congresso ASSOTIR DEL 08/06/2013



L'associazione di categoria degliautotrasportatori di merci su strada per conto terzi chiede al M5S, in particolar modo al Vice Presidente della IX Commissione Trasportidella Camera dei Deputati, che si prenda atto delle seguenti problematiche del settore:
  1. Costi minimi sulla sicurezza
  2. Controlli sulla circolazione
  3. Cabotaggio stradale internazionale
  4. Tempi di pagamento
  5. Aziende senza veicoli
Impegnando la classe politica a trovare soluzioni concrete per il rilancio del settore.

Costi minimi sulla sicurezza (ex Art.83bis L133/08)

Sono la base di partenza al di sotto dei quali un'azienda di trasporto non dovrebbe effettuare trasporti, questo per un semplice motivo, al di sotto di questi indicatori è certo che non si sta effettuando la corretta manutenzione agli automezzi, oppure non si sta dando la giusta retribuzione al personale viaggiante, o ancora non si stanno pagando tutte le tasse e i contributi dovuti.
D'altra parte però la committenza si è sempre detta contraria a questi parametri arrivando a fare azioni di contrasto anche in sede Europea, poiché non sarebbero in grado di sostenere questo aggravio di costi aggiuntivi.
E' anche vero però, che la categoria è troppo frammentata e le aziende troppo piccole per realizzare economie di scala utili alla competitività.
Secondo noi un rilancio del settore passa attraverso i costi minimi sulla sicurezza, a patto che le associazioni di categoria facciano un operazione seria, divulgativa e culturale per fare in modo che le aziende di trasporto si aggreghino mettendosi in rete. In questo modo siamo sicuri che si riescano ad abbassare i costi di ogni singola azienda di trasporto di merci per conto terzi.
Una volta fatto questo la Committenza con spirito collaborativo deve mettersi a disposizione per sradicare il fenomeno del trasporto sottocosto, accettando di mettere a disposizione i propri dati.

Controlli sulla circolazione

Contrastare i fenomeni di illegalità diffusa. Sappiamo benissimo che i controlli a campione servono solo ad alimentare la percezione in chi opera con questa modalità che riesca sempre a farla franca. Si ritiene che la prevenzione e la trasparenza siano il miglior modo per evitare problemi più grossi dando modo a chi, operando nel rispetto della normativa desidera differenziarsi rispetto a chi invece non lo fa. Le associazioni di categoria anche qui possono fare un'operazione divulgativa e culturale per far comprendere ai propri associati che devono rendere disponibile a tutti i soggetti interessati i dati sulla manutenzione ordinaria e straordinaria della propria flotta. Possiamo considerare questa soluzione come un'implementazione tecnologica del sistema delle revisioni obbligatorie.
Riteniamo che gli enti preposti al controllo debbano essere messi in condizione di operare con il minimo dispendio di energie e costi.

Cabotaggio stradale internazionale

Il cabotaggio è un fenomeno che arriva dal passato, prende infatti nome dal navigatore italiano Giovanni Caboto nel nostro caso per cabotaggio stradale s'intende la possibilità di un vettore straniero di effettuare trasporti sul territorio nazionale In merito si veda il Regolamento Comunitario3118/93 e successivi (484/2002), recentemente il Consiglio Europeo ha preso tempo per valutare le problematiche connesse alla liberalizzazione del cabotaggio stradale vista la contrarietà di diversi paesi membri.
Il problema che emerge immediatamente, anche a seguito della DirettivaBolkestein, è l'enorme differenza dei costi di trazione tra stati membri. Non a caso molte aziende italiane, per essere più competitive sono andate ad aprire filiali in Romania visto il basso costo orario degli autisti, re-immatricolando i mezzi e facendo trasporti in Italia a scapito delle aziende italiane che operano sul territorio con costi nettamente maggiori.
Questo è un problema gravissimo che come al solito deve essere regolamentato.
A nostro avviso però bisogna cercare di costruire piuttosto che arrivare allo scontro. Il cabotaggio,in ottica d'impatto ambientale è una cosa positiva, infatti, per esempio se un autocarro spagnolo (o rumeno) viene in Italia carico anziché farlo rientrare vuoto o parzialmente carico al proprio paese, lo si potrebbe usare al massimo della sua capienza per non dover ricorrere all'uso di un ulteriore autocarro. Sarebbe opportuno usare questa risorsa, senza sprecarla per inviare delle merci.
E' una logica win-win, a conti fatti ci guadagnano tutti, il vettore straniero che ottimizza, il vettore italiano che cede un trasporto in sub-vezione (circolare 17/2012 del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali), avendo un guadagno puro poiché non impegna le proprie risorse e anche la collettività con una diminuzione delle esternalità negative.
Sappiamo che la liberalizzazione del cabotaggio stradale prima o poi verrà realizzata, a nostro avviso c'è solo un modo, da parte delle aziende italiane, di non subire questo colpo, ovvero fare rete con i vettori stradali di tutta europa, facendo in modo che ci sia un equilibrio privilegiando l'ottimizzazione dei viaggi di questo o di quel vettore compensando i viaggi attraverso una sorta di baratto multilaterale di debiti e crediti (una volta viaggia il vettore italiano, un'altra viaggia quello straniero, in rete).

Tempi di pagamento

Nel settore del trasporto di merci su strada la L. 127/2010 parla chiaro, bisogna pagare entro i 60giorni, in questo modo in vettore può anche versare l'iva alo Stato visto che l'autotrasporto di merci per conto terzi versa ogni trimestre a differenza di tutti gli altri.
Qualcuno ha ipotizzato anche di pagare il trasporto in anticipo, noi non siamo dello stesso avvisto per non gravare sulla committenza, anch'essa colpita dalla crisi.
Il problema non sta nel pagamento, il problema sta nel punire chi non lo rispetta, ma anche chi non lo fa rispettare. In questo sono colpevoli sia i Committenti che i Vettori.
Era stata proposta una sorta di black list pubblicata dall'Agenzia delle Entrate, ma a nostro avviso è ancora troppo poco per contrastare l'illegalità.
D'altro canto bisogna tenere conto anche le esigenze della Committenza. Se gli autotrasportatori, attraverso le associazioni di categoria, saranno in grado di fare rete, anche in termini di cabotaggio, riusciranno ad abbattere parte dei costi, venendo incontro alla Committenza.
Dall'altra parte il legislatore non avrà più scuse per dimostrare la severità necessaria nel far in modo che tutti rispettino la Legge.

Aziende senza veicoli

Sono un'aberrazione del mercato com'è possibile che nell'Albo autotrasportatori ci siano quasi 50.000 aziende che non hanno neanche un veicolo e che, grazie all'intermediazione riescano a realizzare enormi fatturati, togliendo risorse ai vettori regolarmente iscritti con veicoli.
Nel Piano Nazionale sulla Logistica si era arrivato a parlare di cancellazione d'ufficio, noi siamo per una linea più morbida, dando tempo (max 24 mesi) a queste aziende di entrare in rete con chi ha veicoli (rete, non sub-vezione), trascorso tale periodo, per chi non avrà ottemperato a tale regola verrà cancellato dall'albo senza possibilità di appello.
Data la tematica assai spinosa questo ultimo punto è da approfondire con altri esperti del settore.

Citt. Ivan Catalano
Gaetano La Legname