Google+ Ivan Catalano - Un Cittadino che fa il proprio dovere alla Camera dei Deputati: Nota stampa: SEA HANDILING, CATALANO (M5S): SI PARTA DA TUTELA LAVORATORI

Deputato Ivan Catalano

lunedì 30 settembre 2013

Nota stampa: SEA HANDILING, CATALANO (M5S): SI PARTA DA TUTELA LAVORATORI

NOTA STAMPA

SEA HANDILING, CATALANO (M5S): SI PARTA DA TUTELA LAVORATORI

ROMA, 30 set - “La risposta da dare rispetto al caso Sea Handling deve andare prima di tutto nella direzione della tutela dei lavoratori. Il Governo trovi modalità e tempistiche per sanare l’infrazione accertata dall’Unione Europea, ma non venga messa a rischio la stabilità dell'azienda e del sistema Malpensa, che già adesso attraversa una fase critica. Sulla Stampa si parla già di una newco dal nome Ital Handling che dovrebbe nascere ancora in seno a Sea Spa. Se questo scenario dovesse essere vero, la politica non ha capito i suoi errori ma, anzi, in malafede li reitera”.
Lo dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Ivan Catalano, vicepresidente della commissione Trasporti, commentando la decisione del Consiglio di Stato di annullare la sospensiva, decisa dal Tar dopo il ricorso del Comune di Milano, sulla sanzione europea nei confronti della Sea Handling, società di servizi di assistenza a terra ad aeromobili e passeggeri, a causa della quale dovranno essere versati 450 milioni di euro, tra sanzioni e interessi.
“Per cercare di uscire da questo vicolo cieco il MoVimento 5 Stelle propone l’istituzione di un reddito di cittadinanza per i lavoratori di Sea Halding, allo scopo di reimpiegare quanto più possibile quella forza lavoro. Chiediamo dunque che venga istituito da parte dello Stato un fondo che attinga da quelli destinati alla solidarietà, alla liquidazione della società stessa e ad altre eventuali finanze che lo Stato verserebbe, a titolo di risarcimento. Al fine di rendere questo iter realizzabile intendo presentare questa proposta alla Camera, se sarà necessario.
Ci troviamo di fronte a un esborso notevole - si consideri che il Dl Istruzione presentato dal Governo vale 465 milioni - che lo Stato, l'unica istituzione oggi in grado di sostenere un impegno del genere, a causa delle finanze al lumicino, può realisticamente pensare di risolvere solo concordando con l’Europa tempi e modalità di pagamento graduali, sostenibili e accertati.
Le violazioni sono state compiute e le responsabilità dei vertici Sea e del Comune di Milano sono alla luce del sole - conclude Catalano -, ma la conseguenza non deve essere punitiva nei confronti di 2500 lavoratori, che questa vicenda la stanno solo subendo”.