Google+ Ivan Catalano - Un Cittadino che fa il proprio dovere alla Camera dei Deputati: Il Caso SEA HANDLING

Deputato Ivan Catalano

martedì 26 marzo 2013

Il Caso SEA HANDLING

La commissione europea nel giugno 2010, a seguito di una denuncia pervenutale il 13 luglio 2006, ha intrapreso un'indagine  per  esaminare approfonditamente il presunto aiuto alla società SEA Handling SpA che esercita attività di assistenza a terra negli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate.
La commissione ha rilevato che, a seguito di perdite di esercizio di SEA Handling durante il periodo 2002-2010, il Comune di Milano avrebbe svolto un ruolo attivo nel garantire l’equilibrio finanziario e i livelli di occupazione della società.

Tale ruolo sarebbe consistito nella ricapitolarizzazione della società SEA SpA, a capitale di maggioranza pubblico, controllante di SEA Handling. Il Comune di Milano inoltre, aveva già sottoscritto tali impegni in fase di scorporo delle due società in data 26 Marzo 2002. La situazione finanziaria di SEA Handling e la necessità di mantenere i livelli occupazionali sono state discusse dal Consiglio comunale anche il 16 giugno 2003 e il 7 Novembre 2006.


Dall’indagine è emerso che, a causa di una situazione finanziaria estremamente difficile, SEA Handling non sarebbe stata in grado di ottenere finanziamenti sul mercato, ammontanti in 360 Mln€ circa, nel periodo 2002-2010. Nessun investitore operante in condizioni di mercato avrebbe accettato di concedere tale capitale all’impresa. I ripetuti apporti di capitale hanno conferito a SEA Handling un indebito vantaggio rispetto ai suoi concorrenti e costituisce, pertanto, un aiuto di Stato ai sensi della normativa dell’UE.

La Commissione ha quindi esaminato se tali aiuti di Stato potessero essere considerati compatibili con la normativa UE. Dal momento che nel periodo in questione SEA Handling si trovava in difficoltà finanziarie, la società avrebbe potuto legittimamente ottenere aiuti di Stato sulla base delle condizioni stabilite dagli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, in funzione dell'Art. 107 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). Tuttavia, gli apporti di capitale non soddisfacevano tali criteri. Il piano aziendale di SEA Handling non è riuscito a dimostrare, sulla base di elementi solidi e attendibili, in che modo l’impresa avrebbe potuto diventare redditizia e operare senza i ripetuti aiuti di Stato. Inoltre, il piano non indicava che SEA Handling avrebbe contribuito al costo della ristrutturazione. Infine, non prevedeva alcuna misura di compensazione per ridurre le distorsioni della concorrenza determinate dall’importo considerevole dell’aiuto ottenuto dallo Stato.

Poiché tali condizioni non sono state soddisfatte, l’Italia deve provvedere al recupero dell’aiuto concesso a SEA Handling in modo da ripristinare la parità di condizioni nel mercato interno dell'UE, come ordinato dalla Commissione il 19/12/2012.

Ora occorre capire se nel bilancio che SEA Handling dovrà presentare entro maggio, dovrà indicare tale importo, con conseguente fallimento della società. Il Comune di Milano ha fatto ricorso alla UE, sollecitando anche i Ministri competenti, il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio Monti.

In Pericolo ci sono circa 2500 posti di lavoro e proposte di privatizzazione della società sono già state portate avanti tramite la stampa.

Le sigle Sindacali CIGL CISL e UIL, unitariamente hanno chiesto un incontro con i vertici dell'azienza, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa, mentre le sigle autonome minacciano uno sciopero, che potrebbe degenerare in problemi di ordine pubblico.


Ivan Catalano